Alloro

Etimologia:

Il termine laurus deriva dall’antica lingua celtica ed ha il significato di “verde” a ricordare l’attitudine sempreverde dell’alloro. L’aggettivo nobilis sta a indicare invece la nobiltà, rifacendosi all’impiego di tale pianta, fin dall’antichità, nella creazione di corone ed ornamenti indossati da imperatori, poeti e condottieri.

Descrizione:

Pianta sempreverde e poliennale, presenta foglie lanceolate con il bordo leggermente ondulato. La pagina superiore è lucida e di colore verde intenso, mentre quella inferiore è di un verde più tenue e opaco. I fiori, di colore che tende al giallo, sono raccolti in infiorescenze a grappolo. La pianta fiorisce in primavera e può raggiungere i 10 metri di altezza.

Habitat:

pianta diffusa nei paesi a clima temperato, cresce spontanea nelle zone di pianura e di collina.

Raccolta:

Inverno, a marzo – aprile, tutto l’anno.

Parti utilizzate:

Foglie

Modalità di conservazione:

i rami vengono sottoposti ad essiccazione all’ombra, in locali caldi, asciutti e ben ventilati o in essiccatoio in modo tale da mantenere inalterata l’aroma e prolungarne così la conservazione.

Utilizzo in cucina:

Particolarmente indicato per insaporire piatti a base di carne (arrosti, stufati, spezzatini), pesce o verdure, patate al forno, zuppe, legumi ed altro ancora, molto usato per la preparazione di infusi e tisane digestive.

Proprietà medicinali:

antisettiche, espettoranti, digestive, antipiretiche ed antinfiammatorie. Grazie ai suoi oli essenziali, l’alloro è utile nella cura di reumatismi e strappi muscolari, ha capacità rilassanti e attenua la sudorazione.