Santoreggia

Etimologia:

Il nome del genere trae origine dal latino satura = ciottola per legumi, probabilmente perché venivano insaporiti con questa pianta. La Santoreggia era inoltre conosciuta dagli antichi romani col nome di Satureia = Erba dei satiri per la sua pelosità che richiamava quella dei satiri, ma anche per le sue ritenute notevoli proprietà afrodisiache.

Descrizione:

Specie erbacea a portamento cespuglioso, con radici di tipo fittonante e il

fusto ascendente, alto fino a 40 cm e poco ramificato. Le foglie sono opposte, lanceolate, strette,

lucide e bordate da una leggera peluria. I fiori sono bianco-rosati, piccoli, raccolti in spighe all’ascella delle foglie.

Habitat:

Originaria dell’Europa centrale e meridionale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia, cresce spontanea in terreni sassosi, calcarei e ben esposti fino a 1300 m di altitudine.

Fioritura/Raccolta:

luglio – settembre

Parti utilizzate:

Foglie, Sommità fiorite

Modalità di conservazione:

Raggiunta la fioritura, viene tagliata e sottoposta ad essiccazione all’ombra, in locali caldi, asciutti e ben ventilati o in essiccatoio in modo tale da mantenere inalterata l’aroma e prolungarne così la conservazione.

Utilizzo in cucina:

Erba aromatica dal sapore leggermente piccante trova applicazione come aromatizzante in piatti a base di carne e di pesce, nelle verdure, nei legumi, negli insaccati, nelle salse e in molto altro.

Proprietà medicinali:

Ricca in carvacrolo, timolo, tannini e numerose altre sostanze, presenta proprietà antisettiche, aromatizzanti, stimolanti, digestive, carminative, antispasmodiche e cicatrizzanti.